Famille Dumecq

Il nodo che blocca la trasmissione

3 avril 2026

Guardate, il mercato televisivo della Serie B è una giungla di contratti stipati in penna e firmati su tovaglioli. Il 2025 arriva con una tempesta di richieste di licenza, e le emittenti si trovano a dover scegliere tra spendere un capitale o lasciarsi scivolare sotto il colpo di scena di un nuovo digitale.

Chi detiene il potere?

La Lega Pro ha centralizzato i diritti, ma i gruppi media si contendono gli spazi primari. La rete nazionale, il pay-TV e le piattaforme streaming si sfidano come gladiatori in arena. E qui il problema: i costi sono schizzati alle stelle, mentre il pubblico si sposta sempre più verso il binge-watching on-demand.

Le tariffe che fanno tremare i bilanci

Stiamo parlando di cifre che superano i 30 milioni di euro per un pacchetto completo. Le piccole emittenti non possono permettersi questi numeri, così si riducono a pacchetti limitati, a volte solo highlight. Il risultato? Una Serie B poco visibile, un mercato che si contrae.

Il ruolo delle piattaforme digitali

Le piattaforme streaming stanno facendo il loro ingresso con offerte aggressive, ma la mancanza di una normativa chiara rende il gioco d’azzardo. Il 2025 potrebbe vedere un consolidamento, con un unico operatore che compra tutti i diritti, lasciando fuori gli altri.

Che cosa significa per gli spettatori?

Se non c’è concorrenza, il prezzo per l’utente finale salirà. Altrimenti, si rischia di perdere la copertura nazionale, con le partite trasmesse solo in regioni limitate. Il risultato è un fan base frammentata, che cerca alternative illegali.

Strategia di negoziazione

Ecco il deal: le emittenti devono puntare su accordi flessibili, con clausole di condivisione dei ricavi basate sul viewership reale. Non più pagamenti fissi, ma modelli a performance. In questo modo, si allinea l’interesse di chi detiene i diritti con quello di chi li trasmette.

La mossa da fare subito

Se siete una rete regionale, non aspettate il prossimo bando. Contattate direttamente la Lega Pro, proponete un accordo di co-produzione e richiedete una percentuale sui ricavi pubblicitari digitali. È l’unica via per non restare a secco nel 2025.